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Il Giornalino

Tutti i giornalini dell'unità pastorale

Giornalino di Settembre 2026

Ci Interroghiamo (Apri la versione PDF)

Un saluto cordiale a tutti voi, Fratelli e Sorelle, membra vive, unite a Cristo, di questa parte della Grande Chiesa che è in Parma, dunque nel mondo, che chiamiamo GESU’ di NAZARETH. Settembre è tempo di raccolti e di preparazione di terreni per le nuove semine. Per questo riteniamo opportuno interrogarci sul cammino di questi ultimi anni allo scopo di orientarci meglio per il futuro. Facciamo un po’ di storia.

4 dicembre 2012: Durante la Celebrazione solenne in Cattedrale in occasione della Festa di San Bernardo Patrono della Chiesa di Parma, ci viene consegnato il Decreto Vescovile: «Volendo incrementare la dimensione missionaria delle Parrocchie e al fine di realizzare una forma più intensa di collaborazione fra le stesse, con Decreto Vescovile, in data odierna  […]  nomino Lei (don Nando) all’ufficio di “Presbitero Moderatore della Nuova Parrocchia” composta dalle parrocchie di: Buon Pastore in Parma, [...] Sant’Evasio in Parma, San Terenziano in Fraore, San Pancrazio in San Pancrazio, San Geminiano in Vicofertile, San Giovanni Evangelista in Vigolante» (Parma, dal Palazzo Vescovile, 4 dicembre 2012).

7 febbraio 2022: al neo-eletto Consiglio Pastorale della Nuova Parrocchia, nel teatro di Sant’Evasio viene presentato il PROGETTO PASTORALE PER I PROSSIMI 5 ANNI.

17 Ottobre 2022: nella sala riunioni del Buon Pastore il Consiglio Pastorale consegna al Vescovo il PROGETTO.

Al riguardo, è utile ricordare che questo Progetto ha avuto un lungo periodo di gestazione da parte delle Comunità; vari sono stati, negli anni, gli incontri con i Presbiteri: Don Paul, Don Augusto, Don Ercole, Don Ettore, Don David, Don Nando. Le Comunità sono state, in modi diversi, interrogate sulle modalità e sul futuro. Dobbiamo notare, in tutta onestà, che il percorso non è stato e non è tutt’ora facile e scontato; le singole comunità vengono da percorsi diversi. Per questo è indispensabile incontrarci, preparare terreni per nuove semine, più rispondenti alle esigenze del Vangelo, chiederci se è vero che il Vangelo è ormai sorpassato. A volte ci sembra di assistere ad un funerale più che ad un annuncio pasquale. Forse questo è il tempo per una fuga verso la Libertà.

Il prossimo 7 febbraio 2027 segna lo scadere del termine dei 5 anni del PROGETTO PASTORALE. Per questo riteniamo opportuno che tutta la Comunità possa trovare un congruo tempo per interrogarsi e guardare in serenità verso il futuro. L’Assemblea del 29 settembre alle ore 20:30 nel teatro di San Pancrazio ha questi obiettivi. Chi ha cuore per Cristo, il Vangelo, è invitato a preparare questo appuntamento. L’Assemblea è rivolta a tutti, abbiamo bisogno della proposta di tutti; nessuno deve poter dire: “non sapevo”. Siamo uomini e donne in cammino; nessuno può vantare la certezza di chi sa già tutto! Con una intuizione stupenda i primi cristiani venivano chiamati così: “quelli della via”, gente che cammina…

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Creato: 14 Settembre 2026
Visite: 73
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Avvento 2025

Avvento 2025 - L’ATTESA CRISTIANA

Il cammino liturgico dell’Avvento quest’anno inizia con questa raccomandazione di Paolo: «rendetevi conto del periodo salvifico nel quale viviamo: è tempo ormai per voi di svegliarvi dal sonno; adesso infatti la nostra salvezza è più vicina che non quando abbiamo dato l’as­senso della fede (probabilmente Paolo si riferisce al Battesimo). La notte è avanzata nel suo corso, il giorno è imminente. Perciò mettiamo da parte le opere proprie delle tenebre, e rivestiamoci delle armi della luce. Comportiamoci con la dignità che conviene a chi agisce di giorno: non gozzoviglie o orge, non lussurie o impudicizie, non litigi o gelosie. Ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo, e non fate conto della carne (cioè della fragilità tipica dell’essere umano) seguendo i suoi im­pulsi sfrenati» (Rm 13,11-14).

Passa il tempo, passa la notte, si avvicina il giorno: svestiamoci del buio, rivestiamoci di luce. Questo può essere il programma del cristiano in vista della Luce piena, la salvezza, celebrata nel tempo a partire dalla Immersione battesimale. Questo rinnoveremo anche quest’anno nella solenne Veglia Pasquale che celebreremo nella notte tra il 4 e il 5 aprile prossimo. In quella Santa Notte, immersi nel buio – simbolo e memoria del buio che avvolge l’essere umano – svestiremo simbolicamente questo buio indossando la Luce di Cristo per poi comportarci con la dignità che conviene a chi cammina di giorno.

La vita del cristiano è un cammino verso la Luce vissuto e celebrato in compagnia del Signore morto e risorto. Questi sono gli eventi, vissuti da Gesù di Nazareth una volta per sempre, ai quali noi partecipiamo oggi celebrandoli. Cosa significa?

Avvento non è attesa che Gesù nasca in quanto è già nato circa 2000 anni fa. Il 25 dicembre non è il giorno in cui Gesù nascerà, ma il giorno salvifico per noi in quanto possibilità di partecipare a quell’Evento di salvezza celebrandolo; così il Venerdì Santo non sarà il giorno in cui Cristo muore e la Domenica di Pasqua non sarà il giorno in cui Cristo risorge: è già morto ed è già risorto! Noi ogni domenica partecipiamo, cioè ci rendiamo presenti a questi eventi, celebrandoli. Come? Ci raccogliamo in Assemblea, ascoltiamo la Parola, raccontiamo il Memoriale del Signore morto e risorto, mangiamo quel Pane spezzato. E, pian piano, di Celebrazione in Celebrazione, comprenderemo sempre più la raccomandazione di Paolo: la nostra salvezza è più vicina che non quando abbiamo dato l’as­senso della fede… è tempo ormai di svegliarvi dal sonno…

Per il cammino di quest’anno, in particolare di queste quattro domeniche di Avvento, abbiamo scelto un segnale stradale, l’inversione a U, l’inversione di marcia. Questo è proibito in autostrada, spesso anche sulle strade meno trafficate. Nella nostra relazione con Dio, con il Mistero reso visibile nella Persona di Gesù di Nazareth e nei nostri rapporti con i fratelli, invece, praticamente è sempre obbligatorio. Così come è obbligatorio svegliarci dal sonno dove noi non siamo padroni delle nostre scelte e iniziare un nuovo giorno, riprendendo in mano le redini delle nostre scelte.

Questa riflessione ci porta ad interrogarci sulla realtà delle nostre Comunità e, specialmente, della nostra Nuova Parrocchia Gesù di Nazareth. Ci stiamo rendendo conto che sta iniziando un “nuovo giorno”, un “nuovo periodo salvifico”. Stiamo pian piano constatando che non possiamo più disporre del servizio dei presbiteri come un tempo: per numero, per età, per salute… Anziché ritenerlo un fatto negativo, quasi Cristo volesse dimenticarsi della sua Chiesa, vediamolo come un invito dello Spirito Santo a riscoprire il significato del nostro essere Sacerdoti per il Battesimo. E il sacerdote – dunque anch’io – insieme all’unico Sacerdote che è Cristo, è incaricato della preghiera, della lode del culto davanti a Dio. Non tutti i sacerdoti possono presiedere una Liturgia Eucaristica (un tempo si diceva: manca il prete niente celebrazione!), ma tutti i sacerdoti – dunque tutti noi – possono trovarsi insieme per ascoltare la Parola, cantare le lodi del Signore, ringraziarlo per i suoi doni e, se è stata celebrata anche l’Eucarestia qualche tempo prima, nutrirsi dello stesso Pane. È questo il giorno imminente – di cui parla Paolo – anche per noi? La domanda non può mancare nel nostro futuro pastorale.

Don Nando
insieme con Don Ercole, Don David, Daniela e i coordinatori

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Creato: 05 Dicembre 2025
Visite: 278
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Giornalino di Settembre 2025

I RICOMINCIANTI (Apri la versione PDF)

Un nuovo anno pastorale che inizia porta con sé i problemi e le domande di sempre. Ce ne poniamo una: il posto di noi adulti nella Comunità. Si spera molto nelle nuove generazioni, e tutti speriamo. Ma se le nuove generazioni imparano a credere da noi adulti, forse loro per primi si trovano un po’ in difficoltà.

Questa riflessione nasce dalla constatazione che alcune persone, dopo un periodo più o meno lungo di allontanamento dalla Chiesa, per motivi diversi, vogliono ricominciare un percorso di riscoperta della loro fede. Persone battezzate che, ad un certo punto, maturano l’esigenza di chiedere alla comunità cristiana di essere accompagnati alla riscoperta della fede.

Vediamo il caso di Genitori che, chiedendo i sacramenti per il loro figlio, pian piano si sentono coinvolti fino a giungere al desiderio di riscoprire pure loro una possibilità di credere molto diversa da quella “imparata” un tempo. Può capitare che una coppia chieda di “sposarsi in chiesa” (espressione da brividi, spaventosamente equivoca). «Perché»? chiedo. Risposta: «Ci siamo persi di vista con il Signore; cogliamo l’occasione per ricomin-ciare». Forse sono pochissimi, è vero, ma quei pochi sono sufficienti per fidarci che lo Spirito del Signore Risorto ci sta introducendo in una nuova stagione di Chiesa.

Il punto in comune tra coloro che desiderano ricominciare è l’avere in comune un “sentiero interrotto”, con un progressivo distacco dalla Comunità di appartenenza: ho ricevuto tutti i sacramenti, ho fatto il chierichetto, andavo, ho fatto anche il catechista, poi… E dopo tanto tempo è riapparsa in loro la domanda: «Cosa c’entra il Signore nella mia vita?». Anche nella nostra realtà continua a ripetersi il miracolo di donne e uomini che accolgono il Vangelo nella loro vita e ne rimangono profondamente trasformati.

Una comunità ha il compito di aprirsi a questa novità: l’adulto che ricomincia. Quali piste aprire per un vero percorso catechistico e liturgico che non ripeta – o almeno tenti di non ripetere – gli sbagli del passato? La Comunità del Buon Pastore, la Nuova Parrocchia Gesù di Nazareth ha questa coscienza? Il Punto di riferimento è il Signore Gesù morto e risorto? I Sacramenti sono tappe celebrative di un cammino oppure obiettivi il cui significato si esaurisce in una festa tra parenti?

Siamo in una fase di grande apprendistato. Ci rendiamo conto del Nuovo, dello Spirito che sta soffiando – almeno da parte di qualcuno nella Chiesa – ma nello stesso tempo delle paure, dell’incertezza che ci riporta al passato quando… il nostro è più che mai tempo di semina. Per questo ritorna molto attuale la preghiera del Salmo 126,5:
«chi semina nel pianto, mieterà nella gioia».

La ripresa dei cammini è una buona occasione per ripensare al nostro modo di approcciarci alla fede. Domenica 28 settembre siamo
tutti invitati a ricominciare con una bella camminata insieme in
Val Baganza organizzata dal circolo Anspi.

Per la Comunità del Buon Pastore, poi, l’anniversario della Dedicazione che celebreremo il prossimo 5 ottobre ne è una ulteriore motivazione. Per questo abbiamo pensato di sottolineare questo Anniversario con questi momenti: la veglia di ascolto della Parola di giovedì 2 ottobre con cui ricominciano i percorsi dei gruppi biblici; le tre serate di visione insieme, genitori e ragazzi, dei filmati dei campi estivi a Bedonia e a Falcade; l’Eucarestia di Domenica 5 ottobre alle
ore 11:00 in cui celebreremo l’Unzione degli infermi (chi desidera è invitato a iscriversi con anticipo nei fogli in chiesa).

Don Nando
insieme con Don Ercole, Don David, Daniela e i coordinatori

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Creato: 18 Settembre 2025
Visite: 821
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Riprendere il cammino… mai interrotto

Un tardo pomeriggio di questa afosa estate, sono sceso in giardino alla ricerca di un po’ di fresco e per meditare il Salmo 34 (33) della domenica successiva: «chi è l’uomo che desidera la vita e ama i giorni in cui vedere il bene?». ... Ma la mia meditazione è diventata subito ostaggio di una scena vista mille altre volte. Un bimbo sull’altalena, una mamma che lo tiene in movimento più con il sorriso che una leggera pressione della mano. Il bimbo è molto felice: in alto, poi in basso, poi ancora in alto poi in basso, esattamente come la vita, un continuo movimento tra alti e bassi. Ma, se a prima vista si nota poco in quanto generalmente meno appariscente, quello che conta di più è che quell’ altalena è saldamente trattenuta in alto.

L’interrogativo del Salmo, in quel pomeriggio afoso, è risuonato in me come l’invito di una comunità lontana, pur sempre sorella, per ricordare che anche la nostra comunità continua, tra alti e bassi, amorosamente sostenuta dall’Alto. E noi speriamo di essere quel bambino felice, desiderosi di giorni in cui vedere il bene, fiduciosi che l’arrivo in Alto sarà il Bene pieno, l’ultimo dono di una Mano amorosa.

Questa immagine accompagna la non semplice ripresa del cammino della nostra Comunità. La Mano dall’Alto è la nostra speranza. Per questo ogni Ottavo Giorno noi, discepoli di Gesù di Nazareth, a nome di ogni uomo e ogni donna della terra, ci raccogliamo in Assemblea per celebrare la Pasqua Settimanale nell’ascolto della Parola che nutre la Speranza, nello spezzare e mangiare il Pane dell’Alleanza rinnovata.

È nostro compito fare in modo che questo momento – l’Assemblea riunita che celebra la Pasqua settimanale, fonte e culmine della Chiesa e di ogni comunità – ritorni al centro delle nostre vite. Nel riprendere il nostro cammino mai interrotto riteniamo opportuno ribadire alcuni nodi.

  • È nostro compito primario annunciare il Signore morto, risorto, vivente tra noi. In Lui noi possiamo intravedere la strada che Dio ha percorso per venire a cercarci e, di conseguenza, noi possiamo intravedere la strada per incontrare Dio. Gv 1,18: Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
  • Il primo annuncio è giunto a noi affidato a un libro – la Bibbia – scritto in linguaggi non sempre facili per noi e, di conseguenza, da capire; anche per questo le nostre comunità non sempre sono in grado di ripetere l’annuncio in un linguaggio comprensibile alle nuove generazioni. È molto avvertita l’esigenza di riprendere in mano la Parola, ascoltarla, studiarla. La Bibbia non deve essere patrimonio dei preti e di pochi addetti ai lavori, la sua destinazione è nelle mani, nella mente, nel cuore di tutto il popolo di Dio. Non ci sono età della vita in cui la Parola deve risuonare (i bambini, i ragazzi…) e altre età della vita in cui può anche non risuonare. Anzi, più gli anni e gli “alti e bassi” aumentano, più abbiamo bisogno di luce.
  • La Liturgia è il Luogo animato dalla Parola: proclamata, ascoltata, meditata, cantata, contemplata… coscienti che la Parola vera è il Risorto Vivente. Da tempo stiamo parlando di Assemblea Liturgica che non si può ridurre alla domanda “c’era gente a Messa?”. Mai dimenticare che la Celebrazione può iniziare solo quando l’Assemblea è riunita.
  • Dalla Parola Annunciata e Celebrata, alla Parola condivisa, anche con chi non era in Assemblea! La Caritas, segno di condivisione con chi ha fame, con chi è in difficoltà; l’Anspi, coordinatore di momenti vissuti insieme (tempo libero, gite, Campi, Grest, spazi comuni…); il servizio non facile di chi si prende cura della gestione economica.

È vero che tutti non possono/devono fare tutto; è comunque importante che ciascuno agisca in armonia con il resto della comunità. Per capirci:
il catechista è il primo referente per i suoi ragazzi, ma agisce a nome della comunità; così la Caritas, l’Anspi, chi si prende cura della gestione economica, chi anima cammini di coppia, chi anima la liturgia.

Anche se da anni stiamo camminando verso una Nuova Parrocchia – cui abbiamo dato il nome significativo di GESÙ DI NAZARETH – di fatto siamo solo agli inizi. Si avverte l’esigenza di condividere percorsi e cammini, l’urgenza di animatori (molto più che volontari!): per l’annuncio, la catechesi, la liturgia, la carità, il tempo libero. E, specialmente, la necessità di lavoro insieme dei singoli settori (li abbiamo chiamati “tavoli”).

Proponiamo gli appuntamenti da tener presente in questo inizio e non solo.
A tutti e a tutte, auguriamo buon cammino, sia quando siamo in alto, sia quando siamo in basso.

Don Nando
insieme con Don Ercole, Don David, Daniela e i coordinatori

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Creato: 13 Settembre 2024
Visite: 679
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Pentecoste 2024

Pentecoste 2024 (Apri la versione PDF)

In occasione della tradizionale Festa della Parrocchia Sant’Evasio - Buon Pastore, abbiamo pensato di offrire qualche spunto di riflessione su cosa significa formare l’Assemblea Liturgica ogni Ottavo Giorno (che non è un semplice “andare a Messa”).

Parrocchie in Festa
Sant’Evasio – Buon Pastore
26 maggio 2024

ore 11 al Buon Pastore: Anniversari di Nozze

ASSEMBLEA LITURGICA

Chi è?
Di Chi è segno?

DIRE CHIESA È DIRE ASSEMBLEA LITURGICA RIUNITA NEL GIORNO DEL SIGNORE.

L’ASSEMBLEA LITURGICA È IL SACRAMENTO, CIOÉ, IL SEGNO VISIBILE DELLA CHIESA.

L’Assemblea Liturgica, riunita Otto Giorni dopo, è formata dai battezzati che si riuniscono per celebrare il Signore Risorto Vivente Presente. Per il Battesimo infatti ciascuno e ciascuna di noi è Sacerdote con Cristo1.

CELEBRANTE: TUTTA L’ASSEMBLEA

PRESIDENTE: Il Vescovo/presbitero coordina, guida la preghiera e i gesti; il vero Presidente è Cristo Risorto!

LETTORI, ACCOLITI, MINISTRANTI: svolgono il servizio di animazione.

CORO: anima la celebrazione con canti appropriati al tempo liturgico.

GUIDA o ANIMATORE LITURGICO: Introduce alcuni momenti della celebrazione (inizio ed eventualmente letture, gesti) con brevi testi preparati per favorire la partecipazione, l’attenzione e il coinvolgimento di tutta l’assemblea.

Tutti insieme, poi, al termine della Celebrazione i Celebranti concretizzano la realtà del loro essere Chiesa fermandosi nel sagrato per salutarsi e comunicarsi con cordialità e partecipazione le vicende personali e familiari e a concordare le attività e le iniziative della comunità. I Celebranti, poi, sono coscienti che la Celebrazione del Risorto continua nella vita di ogni giorno: in famiglia, al lavoro, a scuola, nei rapporti sociali…

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Creato: 22 Maggio 2024
Visite: 625
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