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Lettura della Parola

PREFAZIONE (Apri la versione PDF)

Da “Libro che parla di Dio” a “Libro che parla dell’uomo” il cammino non è breve.

Mi sono ormai fatto la convinzione – spero motivata – che un vero lettore della Bibbia possa giungere al cuore delle Scritture quando la sua ricerca di Dio sfocia nella scoperta che, di fatto, è Dio che cerca l’uomo.

Occorre, per questo, dotarci di strumenti idonei, nuovi, diversi da quelli che ci hanno indicato e abbiamo cercato di utilizzare nel passato.

Il Concilio Vaticano II ci invita a riportare la Parola al centro delle nostre vite. Quando ci ritroviamo, la Domenica, per celebrare il Risorto, sempre dobbiamo tener presente questo: il nostro è un ritrovarci attorno a due Mense: la Parola (Ambone) e il Pane (la Tavola).

È questa la Parola che anima, illumina, guida il nostro cercare. Scrivono questi Ragazzi: «La Bibbia però non offre un messaggio definitivo o comunque non lo presenta in modo esplicito: richiede quindi lettori intelligenti, attivi».

Questo Quaderno 2° ne è una riprova: questi Giovani, continuando il loro indagare sulle Scritture, stanno da tempo approdando e riflettendo su quanto di più umano, più problematico, l’uomo sperimenta: l’esperienza del limite. È una riflessione a più voci. Proprio per questo molto interessante. Ci consegnano, tra le altre, anche questa perla: «Questo costante desiderio di superamento del limite è quindi insito nella natura umana o è la società che lo crea?».

Sono una bella speranza, non solo per la nostra Comunità.

Ascoltiamoli!

d Nando, 2 ottobre 2022, XXIX della Dedicazione

Un racconto senza tempo (Apri la versione PDF)

Rilettura a più voci di Luca 15
PREFAZIONE

Che la Bibbia abbia un posto di primo piano nella letteratura mondiale, penso sia noto a tutti. Però oggi ancora soffre per due motivi:

  1. È catalogata tra i “Libri religiosi” e questo la penalizza enormemente. La Bibbia parla prima di tutto all’uomo ed è scritta per l’uomo: un uomo che, ovviamente, si pone la domanda su un “Dio”.
  2. Purtroppo vive come in esilio dall’uomo, viene vista come banale racconto di storie irreali, lontane dai veri problemi dell’uomo; e questo anche dai così-detti “uomini di chiesa”, dai battezzati in genere. In questi ultimi 50/60 anni, dopo il Concilio Vaticano II, stiamo assistendo ad un “ritorno della Parola”, quasi un risveglio. Dopo secoli di lontananza, il ritorno è faticoso, ma si incominciano ad intravedere i primi passi di speranza.

E i giovani, le nuove generazioni? Purtroppo respirano l’aria che le passate generazioni hanno respirato senza porsi troppi problemi. Non raramente sento ripetere, anche tra noi preti, che per i giovani la Bibbia è troppo lontana, bisogna essere più concreti... parlare dei nostri problemi... Dio ci perdoni, se può!!??

Al termine di un nostro incontro sui Salmi (se ben ricordo) un partecipante ha chiesto così: “Perché non tutti i giovani della nostra età hanno l’opportunità di accostare questo Libro?”

Sono passati degli anni ma, si sa, le domande intelligenti prima o poi hanno qualcosa da suggerire. Cioè perché non condividere con altri quello che stiamo incontrando nella nostra ricerca?! È nata così l’idea di affidare a un “Quaderno” quanto andiamo scoprendo. Cominciamo con il Quaderno n. 1.

Il futuro? I giovani presenti quel mattino e tanti che si sono aggiunti accettano e lanciano la sfida. Perché non crederci?

Don Nando

INTRODUZIONE

Fra i vari gruppi di lettura ed approfondimento della Bibbia che si svolgono da tempo nella Parrocchia del Buon Pastore di Parma, uno è composto da giovani che, dopo aver condiviso negli anni il percorso di catechesi, superati i 18 anni hanno deciso di continuare a leggere insieme la Bibbia. Le domande, i dubbi, le riflessioni suscitate da questo Libro sono dentro ad ogni essere umano da sempre e qui anche un giovane di oggi può trovare qualche risposta che lo farà crescere nella sua umanità.

Il percorso del 2020 ha riguardato la rilettura di un testo molto conosciuto, il capitolo 15 del Vangelo di Luca, la parabola del Padre Misericordioso. Alla fine di una serie di incontri guidati da una traccia preparata da Don Nando Bonati prendendo spunti da vari autori, il gruppo, organizzato in piccoli sottogruppi, si è interrogato sul percorso fatto ed ha prodotto dei testi che sono raccolti qui.

Il Quaderno inizia riportando il testo della parabola, continua con la trascrittura letterale del lavoro dei quattro sottogruppi che hanno ragionato rispettivamente sui temi:

  • Cristo nella parabola di Luca 15
  • La fede come ossimoro
  • Fede e religione in Luca 15
  • Quale è il punto in comune fra i due fratelli?

E termina con una sintesi del lavoro.

Buona lettura!

veglia2021

[Nota:  * fuoco acceso nel chiostro.

            * Accese le luci in chiesa e nella cappella feriale (eccetto Maria, Mosè, Croce/altare)

            * Man mano chi arriva è invitato ad entrare in silenzio in chiesa passando dal fonte battesimale.

            * L’ingresso è accompagnato da questo testo di Is. 41]

[Isaia 41

Ascoltatemi in silenzio, voi tutti.
Tu, Israele mio servo,
tu mio popolo che ho scelto,
tu, discendente di Abramo mio amico.

Sei tu che io ho preso dall'estremità della terra
e ho chiamato dalle regioni più lontane
e ti ho detto: «Mio servo tu sei
ti ho scelto, non ti ho rigettato».

Non temere, perché io sono con te;
non smarrirti, perché io sono il tuo Dio.
Ti rendo forte e anche ti vengo in aiuto
e ti sostengo con la destra vittoriosa.

Poiché io sono il Signore tuo Dio
che ti tengo per la destra
e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto».
Non temere - oracolo del Signore -
tuo Goèl è il Santo di Israele.

I miseri e i poveri cercano acqua ma non ce n'è,
la loro lingua è riarsa per la sete;
io, il Signore, li ascolterò;
io, Dio di Israele, non li abbandonerò.

Farò scaturire fiumi su brulle colline,
fontane in mezzo alle valli;
cambierò il deserto in un lago d'acqua,
la terra arida in sorgenti.

Pianterò cedri nel deserto,
acacie, mirti e ulivi;
porrò nella steppa cipressi,
olmi insieme con abeti;

perché vedano e sappiano,
considerino e comprendano a un tempo
che questo ha fatto la mano del Signore,
lo ha creato il Santo di Israele.

Io sono il tuo Dio che continua
A tirati fuori del tuo esilio.
per farti capire che io
mai ti abbandonerò.

Attraverso le acque battesimali
Come un giorno attraverso le acque del Mare dei Giunchi
Ti ho riconosciuto come mio figlio, mio popolo.
Io ti ho chiamato per nome, mai ti abbandonerò.]

Ascolterò cosa dice il Signore
egli annuncia la pace al suo popolo
Egli annuncia la pace ai suoi fedeli
a chi vcon tutto il cuore a lui ritorna

L’alleanza (ת ר ב) (Apri la versione PDF)

[Parola in basso a sinistra nella statua di Mosè]

Per comprendere la Quaresi­ma, occorre guardare alla sua meta: la Veglia pasquale. Nel­la notte di Pasqua si comprende il senso del cammino che la Chiesa ha percorso nei quaranta giorni del tempo quaresimale. Un itinerario che la Chiesa, e in essa ogni battez­zato, compie sotto l'azione dello Spirito, per giungere a rinnovare la sua professione di fede. Ma qual è il percorso? E’ un cam­mino molto ricco e vario, nel quale possiamo cogliere diversi stimoli, mettendoci in ascolto della Parola. Nell'anno B, i brani evangelici pre­sentano principalmente il tema pa­squale mentre le prime letture, trat­te dal Primo Testamento, attraver­sando le tappe salienti della storia della salvezza, sono caratterizzate dalla terna dell'alleanza.

Tutta la relazione tra Dio e Israele è basata sull’alleanza: è un patto in cui vengono definiti gli impegni di Dio ha verso il suo popolo e gli impegni del suo popolo verso Dio. Israele purtroppo non è mai stato fedele ai suoi impegni. Il libro dell’Esodo si racconta che proprio mentre sul Monte Dio sta consegnando a Mosè il “Patto di alleanza” (noi diciamo i 10 comandamenti), ai piedi del Monte il popolo, dimenticando Dio, riprende ad adorare gli dei conosciuti in Egitto (Noi diciamo il vitello d’oro). Dio, però, non punisce il popolo infedele: attraverso il perdono rinnova il “Patto di alleanza”. Dio non può fare altro che mostrarsi misericordioso… e il popolo? Può solo confidare nella misericordia di Dio e, riconoscendosi peccatore, invocare il suo perdono!

Israele allora fissa un giorno, il giorno di Yom Kippur, in cui celebrare la misericordia di Dio: l’uomo che rompe il “Patto di alleanza” dovrebbe pagare con la vita il suo peccato; Dio gli permette di uccidere un animale e offrirlo a Lui invece della propria vita.  Con gli ultimi profeti, soprattutto con Ezechiele, questa idea cambia completamente. Durante l’esilio a Babilonia, Ezechiele cerca di consolare gli esuli che si sentono puniti da Dio per avere rotto il “Patto di alleanza” Insieme giungo alla conclusione che il “Patto di alleanza” può stAre in piedi solo perché Dio è fedele.  Dio, certo, continua a sperare che il popolo rimanga fedele, ma Dio sa che in realtà il popolo non sarà mai fedele. Il perdono Dio come ce lo concede? In un’alleanza in cui Lui solo si impegna: manda suo Figlio è Lui che porta i peccati del mondo e quindi toglie i peccati che pesano su di noi. Questo annuncio sta al cuore del cristianesimo, ma è talmente scandaloso che ancora oggi fatichiamo a comprenderlo, e la Chiesa non è mai riuscita a portare davvero questa verità. È strano per noi che ci sia veramente questa possibilità per Dio di perdonarci tutti i peccati; anzi, che già ce li abbia perdonati nella Pasqua di suo Figlio Cristo Gesù.

Ecco l’agnello di Dio che porta i peccati del mondo: l’unica salvezza di cui facciamo esperienza nella nostra vita è proprio questa: noi siamo dei perdonati!  Questo è l’itinerario quaresimale/pasquale che quest’anno la Chiesa si propone!

(Apri la versione PDF)

Se avesse voluto scegliere un motto personale, avrebbe potuto optare per una netta affermazione del suo amato Paolo, l’Apostolo: «Io ritenni di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso» (1 Corinzi 2, 2). Tutti noi biblisti italiani  dovremmo senza esitazione riconoscere che nessuno tra noi ha annunciato, commentato, proclamato la Parola di Dio come monsignor Bruno Maggioni, la cui ampia e intensa esistenza terrena si è conclusa a 88 anni giovedì scorso nella città di cui era presbitero, Como. La sua bibliografia è imponente, perché la sua ricerca esegetica e teologica ha percorso tutti i principali itinerari delle Sacre Scritture.

Certo, l’orizzonte fondamentale è stato quello neotestamentario, perlustrato in tutte le sue traiettorie storico-letterarie e tematiche principali ma anche nei suoi angoli più segreti. A dominare erano due campi ai quali aveva dedicato una vera e propria biblioteca di saggi e di riflessioni: i Vangeli e l’epistolario paolino. Come egli stesso scriveva, l’originalità del cristianesimo è da cercare in una sorta di ribaltamento radicale: «Non è l’uomo che muore per Dio, ma Dio per l’uomo. Per l’immaginazione religiosa degli uomini, è normale pensare che l’uomo sia pronto a dare la vita per Dio, ma il Vangelo racconta che un Figlio di Dio ha dato la vita per l’uomo. Il movimento è capovolto». E il volume in cui annotava questa visione radicale cristiana, scritto a quattro mani con un teologo suo concittadino, Ezio Prato, s’intitolava appunto Il Dio capovolto.

Dopo aver celebrato la domenica dedicata a Gesù Buon Pastore, vogliamo condividere con tutta la Comunità il video realizzato per la Pastorale giovanile dai giovani che l'anno scorso hanno partecipato al Gruppo biblico di approfondimento sui Salmi.

Pensieri e riflessioni sul salmo n.23 a noi molto caro, il salmo del Buon Pastore.

Un salmo che i giovani hanno trovato molto "parlante" in relazione al momento straordinario che stiamo attraversando.

VENERDI’ SANTO (Apri la versione PDF)

[Seguiamo ancora, come abbiamo fatto in tutta la settimana, il racconto di Matteo]

La famiglia si riunisce intorno alla tavola
sulla quale può essere posto un crocifisso e un grembiule

Papà: In questo giorno, Gesù ha sofferto il tradimento, la condanna, la croce, fino alla morte e alla sepoltura. Oggi possiamo vedere fino a che punto il Signore si è fatto servo, continuando ad amare fino alla fine, fino alla pienezza. Per questo, insieme all’apostolo Paolo, anche noi possiamo esclamare: “di null’altro noi ci glorieremo se non della croce del Signore nostro Gesù Cristo”. La croce è il segno nel quale siamo stati battezzati, il segno con cui iniziamo e terminiamo ogni preghiera, ogni giornata, il segno dell’amore con cui il Signore ci ha donato la vita e dell’amore in cui anche noi vogliamo vivere.

Mamma: Siamo riuniti nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo per accogliere questo grande annuncio: Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Tutti: Signore Dio, nostro Padre,
tu hai dato tuo Figlio per la salvezza di tutti gli uomini.
Noi sappiamo che tu ci ami senza misura
e in questa preghiera vogliamo seguire Cristo che va liberamente verso la morte:
sostienici come hai sostenuto lui nella sua passione
affinché anche la nostra vita,
che nel battesimo fu immersa nella sua morte e risurrezione,
possa riflettere la luce dell’Amore senza fine
benedetto ora e nei secoli dei secoli. Amen.

Papà: L’evangelista Matteo è testimone della passione di Gesù nei capitoli 26 e 27 del suo Vangelo. Ascoltiamo alcuni passaggi del suo racconto.

(Mt 26,57-68; 26,69-75; 27,1-2.11-26; 27,31.33-50; 27,51-56; 27,57-61).

Mamma: Quelli che avevano preso Gesù, lo condussero da Caifa, sommo sacerdote, presso il quale erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero al cortile del sommo sacerdote; ed entrò, mettendosi a sedere con le guardie, per vedere come la vicenda sarebbe finita. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù per farlo morire; e non ne trovavano, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: «Costui ha detto: “Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». E il sommo sacerdote, alzatosi in piedi, gli disse: «Non rispondi nulla? Non senti quello che testimoniano costoro contro di te?» Ma Gesù taceva.

E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». Gesù gli rispose: «Tu l’hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia; che ve ne pare?» Ed essi risposero: «È reo di morte». Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Profetizza per noi, Cristo! Chi ti ha percosso?»

Figli: RIPETIAMO: La pietra rigettata dai costruttori è diventata pietra angolare.                                    

  • Gerusalemme, Gerusalemme, tu uccidi i profeti
    e lapidi coloro che sono inviati a te.
  • Quante volte ho voluto radunare i tuoi figli
    come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali.
  • Quante volte, Gesù, anche noi non ti vogliamo accogliere
    ma tu, re di pace, vieni ancora a cercarci.

Papà: Pietro, intanto, stava seduto fuori nel cortile e una serva gli si avvicinò, dicendo: «Anche tu eri con Gesù il Galileo». Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: «Non so che cosa dici». Come fu uscito nell’atrio, un’altra lo vide e disse a coloro che erano là: «Anche costui era con Gesù Nazareno». Ed egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell’uomo». Di lì a poco, coloro che erano presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli, perché anche il tuo parlare ti fa riconoscere». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!» In quell’istante il gallo cantò. Pietro si ricordò delle parole di Gesù che gli aveva dette: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, andato fuori, pianse amaramente.

Figli: R.: Dice Gesù: «Viene l’ora in cui mi lascerete solo,
ma io non sono solo perché il Padre è con me
».

  • In verità, Pietro, ti dico che questa stessa notte,
    prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte R.
  • E Pietro aveva detto a Gesù:
    «Quand'anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò». R.
  • Quante volte, Gesù, anche noi ci vergogniamo di te
    ma tu, amico vero, non ti vergogni mai di noi. R.

Mamma: Venuta la mattina, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. E, legatolo, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato, il governatore. Gesù comparve davanti al governatore e il governatore lo interrogò, dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli disse: «Tu lo dici». E, accusato dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose testimoniano contro di te?» Ma egli non gli rispose neppure una parola; e il governatore se ne meravigliava molto. Ogni festa di Pasqua il governatore era solito liberare un carcerato, quello che la folla voleva. Avevano allora un noto carcerato, di nome Barabba. Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: «Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto Cristo?» Perché egli sapeva che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: «Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. E il governatore si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Quale dei due volete che vi liberi?» E quelli dissero: «Barabba». E Pilato a loro: «Che farò dunque di Gesù detto Cristo?» Tutti risposero: «Sia crocifisso». Ma egli riprese: «Che male ha fatto?» Ma quelli sempre più gridavano: «Sia crocifisso». Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora egli liberò loro Barabba; e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Figli: R.: Come un agnello condotto al macello
umiliato, non ha aperto la bocca.

  • Ha spogliato se stesso fino alla morte
    è stato annoverato tra i malfattori.
  • Egli portava il peccato di molti
    e intercedeva per i peccatori. R.
  • Quante volte, Gesù, anche noi siamo giudici ingiusti
    ma tu, mite e innocente, non giudichi nessuno. R.

Papà: I soldati, dopo aver schernito Gesù, lo rivestirono dei suoi abiti; poi lo condussero via per crocifiggerlo. Giunti a un luogo detto Golgota, che vuol dire «luogo del teschio», gli diedero da bere del vino mescolato con fiele; ma Gesù, assaggiatolo, non volle berne. Poi, dopo averlo crocifisso, spartirono i suoi vestiti, tirando a sorte; e, postisi a sedere, gli facevano la guardia. Al di sopra del capo gli posero scritto il motivo della condanna: Questo è Gesù, il re dei Giudei. Allora furono crocifissi con lui due ladroni, uno a destra e l’altro a sinistra. E quelli che passavano di là, lo ingiuriavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi giù dalla croce!» Così pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Se lui è il re d’Israele, scenda ora giù dalla croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: “Sono Figlio di Dio”». E nello stesso modo lo insultavano anche i ladroni crocifissi con lui.

Figli: R.: O voi tutti che passate per la via,
guardate e vedete se c'è un dolore simile al mio dolore.

  • Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?
  • Padre, perdona loro, non sanno quel che fanno. R.
  • Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. R.
  • Quante volte pensiamo che Dio è lontano e che non gli importa di noi
    ma tu, Gesù, vero uomo, hai continuato a chiamarlo Padre. R.

Mamma: Dall’ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all’ora nona. E, verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, inzuppatala di aceto, la pose in cima a una canna e gli diede da bere. Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo». E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito.

Figli: R.: Cristo Gesù abbassò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

  • Per questo Dio l'ha esaltato
    e gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro nome. R.
  • Ogni lingua dunque proclami
    che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. R.
  • Sì, la morte ci fa paura, ma tu, Gesù, l’hai attraversata come noi e per noi
    perché sappiamo che tu sei sempre con noi R.

Papà: Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le
rocce si schiantarono, le tombe s’aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; e, usciti dai sepolcri, dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: «Veramente, costui era Figlio di Dio». C’erano là molte donne che guardavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per assisterlo; tra di loro erano Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.

Figli: R.: Per le sue piaghe noi siamo guariti

  • Cristo è morto per i nostri peccati
    secondo le Scritture. R.
  • È andato a portare l’annuncio
    agli spiriti che attendevano negli inferi. R.
  • Quante volte restiamo imprigionati nella rassegnazione e nella pigrizia
    ma tu, Gesù, sei il Signore della vita. R.

Mamma: Fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù.
Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse dato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito, e lo depose nella propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò. Maria Maddalena e l’altra Maria erano lì, sedute di fronte al sepolcro.

Figli: R.: Dice Gesù: «Nessuno mi toglie la vita
ma io la depongo da me stesso
».

  • Non abbandonerai la mia vita negli inferi
    non lascerai vedere al tuo santo la corruzione R.
  • Mi farai conoscere il sentiero della vita
    pienezza di gioia davanti al tuo volto, dolcezza senza fine alla tua destra. R.
  • Quante volte crediamo che la morte sia l’ultima parola
    ma tu, Gesù, sei la resurrezione e la vita. R.
(Dopo un breve momento di silenzio)

Papà: Dio nostro Padre,
ascoltando il racconto dell’evangelista Matteo,
abbiamo contemplato Gesù tuo Figlio che ha dato la vita per noi.
È lui la nostra speranza e la nostra salvezza:
dall’alto della croce ha steso le braccia su tutto l’universo
per ricondurre tutto e tutti a te, o Padre.
In quest’ora, noi vogliamo affidare al tuo amore immenso e misericordioso
la tua Chiesa universale,
coloro che la presiedono e coloro che si preparano a ricevere il battesimo,
l’umanità intera,
ogni uomo e donna che vive accogliendo o non accogliendo il dono della fede,
tutti coloro che nel mondo hanno responsabilità di governo, di guida e di cura,
e soprattutto le persone che sono nella sofferenza e nella tribolazione,
e i nostri fratelli e le nostre sorelle che hanno già varcato il limite della morte:
il tuo Spirito, effuso da Gesù sulla croce,
porti a compimento in ogni creatura il tuo disegno di salvezza
e tutti conduca alla pienezza della vita e della comunione con te,
che sei il Padre di tutti, benedetto ora e nei secoli dei secoli.

Tutti: Amen.

Papà: Ci benedica il Signore, Dio fedele,
lui che è Padre, e Figlio e Spirito santo.

Tutti: Amen!

GIOVEDI’ SANTO (Apri la versione PDF)

La famiglia si riunisce intorno alla tavola.
Su una sedia intorno al tavolo si può mettere un catino con dell’acqua e un grembiule.
Sopra al tavolo, un pane e una caraffa con un po’ di vino.

Mamma: Nella sera di questo giorno, il Signore Gesù si è manifestato come Servo di Dio e ha lavato i piedi a suoi discepoli. Nella sera di questo giorno, il Signore Gesù ha lasciato nell’eucarestia il memoriale della nuova alleanza nella sua vita donata per noi. Nella sera di questo giorno, il Signore Gesù ci ha lasciato il suo comandamento nuovo affinché viviamo come suoi discepoli.

Papà: Siamo riuniti nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo per ascoltare la testimonianza degli apostoli. Essi ci hanno trasmesso ciò che hanno ricevuto dal Signore, ciò che hanno udito e visto, ciò che hanno contemplato e che le loro mani hanno toccato: la vita e l’amore di Dio pienamente manifestati e donati a noi in Gesù di Nazareth.

Tutti:  Dio nostro Padre,
che nel tuo Figlio Gesù hai compiuto l’alleanza nuova e definitiva,
manda su di noi il tuo Santo Spirito,
perché possiamo accogliere, vivere e comprendere il mistero del tuo amore
rivelato a noi in Cristo, nostro unico Signore. Amen.

Mamma: Ascoltiamo il racconto dell’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli,
come scrive l’evangelista Matteo al capitolo 26.

Papà: Il primo giorno degli azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero:
«Dove vuoi che ti prepariamo la Pasqua?»

Figli: Perché festeggiavano la Pasqua?

Mamma: Per ricordare la notte in cui Dio liberò i figli di Israele dalla schiavitù dell’Egitto:
in quella notte essi mangiarono l’agnello, ma non ci fu il tempo di far lievitare il pane.
Per ordine di Dio partirono, furono liberati e Dio fu con loro per tutto il cammino.

Papà: Gesù disse ai discepoli: «Andate in città dal tale e ditegli:
"Il Maestro dice: 'Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te, con i miei discepoli'"».
E i discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato e prepararono la Pasqua.

Figli: E dov’è l’agnello pasquale?

Mamma: Per noi, è Gesù il vero Agnello della Pasqua:
lui ha dato la sua vita per noi, per rivelarci fino a che punto Dio ci ama,
per liberarci dall’egoismo ed essere con noi per tutto il nostro cammino.

Papà: Mentre mangiavano, Gesù prese del pane
e, dopo aver detto la benedizione,
lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo:
«Prendete, mangiate, questo è il mio corpo».

Figli: Perché Gesù ha spezzato il pane e lo ha dato ai discepoli?

Mamma: Quel pezzo di pane è il segno della vita intera di Gesù,
che lui ha condiviso e donato ai discepoli, a tutti noi.

Papà: Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo:
«Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza,
il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati.
Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna,
fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».

Figli: Perché quelle parole sul vino?

Mamma: Gesù sapeva che sarebbe stato ucciso e il suo sangue sparso.
Gli uomini non hanno capito
che lui è venuto a realizzare l’alleanza nuova e definitiva di Dio
e a portare il suo perdono.
Gesù è venuto per donarci la vita in abbondanza e la gioia piena in lui:
è Lui il vino nuovo per la festa della vita.

Tutti: Tu, Gesù, sei l’Agnello della Pasqua.
Tu, Gesù, sei il Pane del cammino,
Tu, Gesù, come Servo doni la vita,
Tu sei il Signore, sei il Salvatore.

Papà: L’evangelista Giovanni, al capitolo 13 narra l’ultima cena di Gesù coi suoi discepoli e ci racconta un gesto che racchiude il significato di tutta la vita di Cristo: Gesù si mise il grembiule e lavò i piedi ai suoi discepoli. Quale stupore! Gesù che è il Maestro, il Signore, il Rabbi si è fatto l’ultimo dei servitori. Ascoltiamo alcuni passaggi di questo racconto.

Mamma: Prima della festa di Pasqua, Gesù,
sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre,
avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Figli: Gesù, tu vieni a noi come servo

tu ci ami fino alla fine.

Mamma: Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani
e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,
si alzò da tavola, depose le vesti,
prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita.
Poi versò dell’acqua nel catino
e cominciò a lavare i piedi dei discepoli
e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

Figli: Gesù, tu vieni a noi come servo

tu non disprezzi i nostri piedi sporchi.

Mamma: Venne dunque da Simon Pietro
e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?».
Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo».

Figli: Gesù, tu vieni a noi come servo

tu lavi i piedi anche a me?

Mamma: Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti,
sedette di nuovo e disse loro:
«Capite quello che ho fatto per voi?»

Figli:Gesù, tu vieni a noi come servo

noi non capiamo quello che tu hai fatto per noi.

Mamma: E disse: «Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono.
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi,
anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.
Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

Figli: Gesù, tu vieni a noi come servo

tu ci hai dato l’esempio
perché come hai fatto tu, facciamo anche noi.

Tutti: Tu, Gesù, sei l’Agnello della Pasqua.
Tu, Gesù, sei il Pane del cammino,
Tu, Gesù, come Servo doni la vita,
Tu sei il
Signore, sei il Salvatore.

Segue una breve meditazione che, se opportuno, si può leggere durante una pausa di silenzio

Questa è la sera dei grandi Memoriali. Sono gesti umanissimi: mangiare l’agnello, spezzare il pane, lavare i piedi. Ma per noi questo non è un ripetere dei gesti che semplicemente ci ricordano eventi passati; è per noi il modo di sentirci contemporanei di questi eventi, “attori” di questi eventi. Questo significa celebrare il memoriale.

Noi siamo un popolo in Esodo: dall’Egitto, simbolo di morte e di schiavitù, verso la Terra che attendiamo per promessa. Cristo ci permette di fare questo Esodo, questa Pasqua: Lui è l’Agnello, pane spezzato, calice versato, in ginocchio davanti a me per lavarmi i piedi.  Questa sera noi anticipiamo quanto celebreremo nel resto di questi tre giorni: perché la vera Pasqua, il vero Esodo, la vera Vita sta proprio qui: farsi pane spezzato, lavare i piedi.

(don Nando Bonati)

In base alle persone presenti, si valuterà se leggere insieme o individualmente
la preghiera di contemplazione
e/o le invocazioni di seguito indicate.

  • contemplazione

Papà o mamma: Ringraziamo il Signore che ci ha donato la sua parola
e rispondiamo a Lui con la preghiera.

Spirito Santo, conduci anche noi, in quest’ora, nel Cenacolo
dove Gesù celebra la sua Ultima Cena con i suoi discepoli.

Questa è la sera dei grandi memoriali: il pane spezzato, il calice della benedizione,
i piedi lavati e Tu, Gesù Signore e Maestro, che ci raccomandi:

Ogni volta che farete questo, fatelo in memoria di me.

È anche la sera dei grandi tradimenti: Giuda, Pietro, tutti che fuggono…
Ma questo per te non è un buon motivo per fermarti:
come avrebbero potuto capire quello che stavi facendo?!

Questo è per noi il primo dei Tre Giorni della Pasqua;
in questi memoriali che ci lasci in questa sera, Tu hai voluto riassumere la tua vita
e anticipare il valore della tua morte che di lì a poco avresti attraversato.

Noi ci sentiamo ancora come i discepoli, per questo mentre rendiamo grazie
la nostra preghiera si fa supplica: La luce della Pasqua per noi è troppo sfolgorante…

Non abbandonarci, Signore, nelle nostre notti.

  • invocazioni

Papà o mamma: Preghiamo ancora il Signore:

Rit. Tu sei Pane del cammino, Tu Agnello della Pasqua,
Come Servo doni la vita, Tu Signore e Salvator.

«Prendete e mangiate»:
Un solo pane, Signore, ci hai donato per la nostra fame,
un solo vino, Signore, ci hai donato per la nostra festa,
Tu continui oggi a lavare i miei piedi,
continui ad amare ognuno di noi fino alla fine.  Rit.

«Quello che ho fatto io fatelo anche voi»:
che cosa ci inviti a fare, Signore?
Il pane spezzato? I piedi lavati? La vita offerta?
Illuminaci perché, guardando a Te,
ti seguiamo come discepoli fino al tuo ritorno.  Rit.

  • Padre nostro

Papà o mamma: Preghiamo insieme con le parole che Gesù ci ha insegnato: Padre nostro…

  • Conclusione

Papà: Signore del mondo
tutto tu hai messo nelle mani di tuo Figlio Gesù
ed egli ha compiuto la tua volontà
deponendo la vita per coloro che gli hai affidato:
nel mistero della sua Pasqua
fa’ passare gli uomini dalle tenebre alla luce,
dalla schiavitù alla libertà, dalla morte alla vita
perché tu ci ami nei secoli dei secoli.

Tutti: Amen.

Papà: Il Signore ci benedica, lui che è Padre, e Figlio e Spirito santo.

Tutti: Amen!