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Il cammino della fede: piloni nel deserto o viaggio in carovana? (Apri la versione PDF)

Ci hanno insegnato - e spesso sentiamo dire - che un bambino quando nasce deve essere battezzato, che un ragazzo a 12-13 anni deve fare la cresima, che a 9 anni deve fare la comunione, ecc…

La celebrazione dei segni sacramentali, per mille ragioni che non stiamo a dettagliare, è diventata oggi per molti una scaletta di “si deve fare”, come fossero dei passaggi obbligati dalla convenzione oppure dei festeggiamenti di cui i bambini hanno diritto e che, se non li adempi, non sei un buon genitore.

Ed eccoci quindi tutti presi ad organizzare e cercare di gestire al meglio il giorno del battesimo, la cerimonia della prima comunione, la festa della cresima… perché bisogna figurare bene con parenti e amici, avere una cerimonia possibilmente molto emozionante, una bella location per la festa e tutto ciò che serve affinché quel giorno possa essere “stra-ordinario”.

Ma prima e dopo quel giorno cosa c’è e cosa rimane?

 

La Chiesa, con sollecitudine materna, ha molte volte raccomandato che prima della celebrazione di un sacramento vi sia un po’ di preparazione: alcuni incontri con i genitori prima del battesimo, almeno due anni di catechesi prima della comunione o della cresima, un corso prima del matrimonio…

In questo modo, però, nel nostro pensiero, la celebrazione del sacramento è diventata la mèta, il punto d’arrivo, quasi un premio finale da raggiungere ottimizzando gli sforzi per avere una nuova casella spuntata nell’elenco dei traguardi raggiunti.

È così che perdiamo di vista il cammino quotidiano della fede, il percorso cristiano che, dal battesimo fino all’ultimo giorno della vita, ci fa crescere come discepoli di Gesù, persone che vivono ogni momento per, come e insieme a Lui.

La strada del discepolo si fa a piccoli passi, giorno dopo giorno, stando accanto al Signore, alla Sua parola, nella comunità cristiana, domenica dopo domenica, spezzando insieme il pane e la vita, imparando a scorgere la presenza del Signore vivente che cammina accanto a noi.

Senza un percorso continuativo, senza rimanere sulla via insieme alla comunità dei discepoli, i sacramenti sono come piloni innalzati nel deserto: belli, ma poco significativi per la nostra strada che continuerà a passare altrove, guidata da altre bussole.

Eppure il Vangelo è già ora Buona Notizia per la nostra vita quotidiana; la comunità cristiana, quella carovana disordinata e sgangherata posta in mezzo alle nostre case, è già ora un luogo dove interrogarci sulla fede, rinnovare la speranza, vivere l’amore paziente. E questo è possibile per tutti, da zero a cento anni e più, ogni volta che a riunirci è Gesù di Nazareth, cercato e ascoltato attraverso le Scritture.

Quando una coppia, una famiglia si lascia coinvolgere nel cammino di ascolto del Vangelo dentro la comunità cristiana, allora anche i gesti sacramentali si riempiono di significato per la vita. Allora non saranno più piloni nel deserto, ma diventeranno tappe rinfrancanti che nutrono e sostengono il cammino di tutta la carovana.

La parola chiave dunque è: CAMMINO, CAMMINO INSIEME !

Ecco la nostra carovana: la nostra assemblea che si riunisce di domenica in domenica, il nostro gruppo di ascolto della Bibbia che si ritrova con costanza, il gruppo di catechesi quindicinale o mensile con i genitori, i bambini, i ragazzi, le coppie...

E tutto questo darà nuovo spessore ai momenti ricreativi organizzati dai Circoli parrocchiali, ai gesti di condivisione fraterna del gruppo Caritas che si prende cura delle famiglie in difficoltà, alle scelte tecniche, economiche e organizzative della nostra Nuova Parrocchia.

Invitiamo tutti a partecipare, continuare, condividere il cammino insieme domenica dopo domenica, anno dopo anno, prima-durante-dopo i sacramenti, per diventare ogni giorno di più discepoli dell’uomo che cammina - Gesù di Nazareth - e gustare la sua bellezza.

Il cammino della fede: piloni nel deserto o viaggio in carovana?

Ci hanno insegnato - e spesso sentiamo dire - che un bambino quando nasce deve essere battezzato, che un ragazzo a 12-13 anni deve fare la cresima, che a 9 anni deve fare la comunione, ecc…

La celebrazione dei segni sacramentali, per mille ragioni che non stiamo a dettagliare, è diventata oggi per molti una scaletta di “si deve fare”, come fossero dei passaggi obbligati dalla convenzione oppure dei festeggiamenti di cui i bambini hanno diritto e che, se non li adempi, non sei un buon genitore.

Ed eccoci quindi tutti presi ad organizzare e cercare di gestire al meglio il giorno del battesimo, la cerimonia della prima comunione, la festa della cresima… perché bisogna figurare bene con parenti e amici, avere una cerimonia possibilmente molto emozionante, una bella location per la festa e tutto ciò che serve affinché quel giorno possa essere “stra-ordinario”.

Ma prima e dopo quel giorno cosa c’è e cosa rimane?

La Chiesa, con sollecitudine materna, ha molte volte raccomandato che prima della celebrazione di un sacramento vi sia un po’ di preparazione: alcuni incontri con i genitori prima del battesimo, almeno due anni di catechesi prima della comunione o della cresima, un corso prima del matrimonio…

In questo modo, però, nel nostro pensiero, la celebrazione del sacramento è diventata la mèta, il punto d’arrivo, quasi un premio finale da raggiungere ottimizzando gli sforzi per avere una nuova casella spuntata nell’elenco dei traguardi raggiunti.

È così che perdiamo di vista il cammino quotidiano della fede, il percorso cristiano che, dal battesimo fino all’ultimo giorno della vita, ci fa crescere come discepoli di Gesù, persone che vivono ogni momento per, come e insieme a Lui.

La strada del discepolo si fa a piccoli passi, giorno dopo giorno, stando accanto al Signore, alla Sua parola, nella comunità cristiana, domenica dopo domenica, spezzando insieme il pane e la vita, imparando a scorgere la presenza del Signore vivente che cammina accanto a noi.

Senza un percorso continuativo, senza rimanere sulla via insieme alla comunità dei discepoli, i sacramenti sono come piloni innalzati nel deserto: belli, ma poco significativi per la nostra strada che continuerà a passare altrove, guidata da altre bussole.

Eppure il Vangelo è già ora Buona Notizia per la nostra vita quotidiana; la comunità cristiana, quella carovana disordinata e sgangherata posta in mezzo alle nostre case, è già ora un luogo dove interrogarci sulla fede, rinnovare la speranza, vivere l’amore paziente. E questo è possibile per tutti, da zero a cento anni e più, ogni volta che a riunirci è Gesù di Nazareth, cercato e ascoltato attraverso le Scritture.

Quando una coppia, una famiglia si lascia coinvolgere nel cammino di ascolto del Vangelo dentro la comunità cristiana, allora anche i gesti sacramentali si riempiono di significato per la vita. Allora non saranno più piloni nel deserto, ma diventeranno tappe rinfrancanti che nutrono e sostengono il cammino di tutta la carovana.

La parola chiave dunque è: CAMMINO, CAMMINO INSIEME !

Ecco la nostra carovana: la nostra assemblea che si riunisce di domenica in domenica, il nostro gruppo di ascolto della Bibbia che si ritrova con costanza, il gruppo di catechesi quindicinale o mensile con i genitori, i bambini, i ragazzi, le coppie...

E tutto questo darà nuovo spessore ai momenti ricreativi organizzati dai Circoli parrocchiali, ai gesti di condivisione fraterna del gruppo Caritas che si prende cura delle famiglie in difficoltà, alle scelte tecniche, economiche e organizzative della nostra Nuova Parrocchia.

Invitiamo tutti a partecipare, continuare, condividere il cammino insieme domenica dopo domenica, anno dopo anno, prima-durante-dopo i sacramenti, per diventare ogni giorno di più discepoli dell’uomo che cammina - Gesù di Nazareth - e gustare la sua bellezza.