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DON ROBERTO CI INVITA (Apri la versione PDF)

Giunto ormai al termine del mio cammino di formazione, mi appresto a ricevere lo Spirito Santo ed essere ordinato presbitero della Chiesa di Parma. “Diventare preti” (come dice ancora qualcuno) non è un privilegio, ma un dono. Il dono che il Signore mi fa nel vivere il discepolato in questo modo tutto particolare e nell’affidarmi la cura delle persone a cui mi invia. Il mio cammino di sequela, certamente iniziato prima di questi sei anni di Seminario, è stato accompagnato da diverse persone che mi hanno generato ed educato alla fede. Sarebbe bello se, proprio in occasione di questo importante passo, ci foste anche voi, comunità del Buon Pastore, ad accompagnarmi verso questo incontro con il Signore che mi attende. Anche voi avete contribuito a far maturare in me la risposta alla chiamata alla vocazione presbiterale, che ora dirò in modo definitivo. Per questo siete tutti invitati Sabato 27 maggio, alle ore 17 nella Cattedrale di Parma, dove verrò ordinato presbitero dal vescovo Enrico. Sarà un’ulteriore occasione per gioire insieme e rendere grazie a Dio per il suo amore e per le meravigliose opere che compie in noi. Un ringraziamento a tutti voi per il vostro sostegno e le vostre preghiere, che spero continuiate a donarmi.
Con affetto, don Roberto.

 

LA COMUNITA’ RINNOVA L’INVITO

Siamo contenti di invitare la nostra comunità a partecipare alla Celebrazione per condividere con il nostro fratello Roberto questo traguardo raggiunto, che ci auguriamo essere solo l’inizio di un cammino nell’affidarsi e nel fidarsi.
L’ordinazione di Roberto è un momento molto importante per la nostra comunità parrocchiale che richiede da parte di tutti un momento di riflessione. Infatti, è un segno della molteplicità di carismi presenti tra noi, tutti essenziali per un annuncio serio e credibile della Parola. E’ un invito rivolto ad ognuno di noi ad assumere responsabilità nei confronti della comunità, nei modi e con i tempi che riteniamo meglio rispondenti alle necessità della comunità e della nostra vita. E’ un esempio di cammino percorso da un fratello che abbiamo conosciuto, con cui abbiamo fatto un tratto insieme, con cui abbiamo condiviso la vita di comunità parrocchiale. E’ un momento di gioia per il dono che ci viene dato per la sua chiamata, la sua vocazione, così come tanti altri sorelle e fratelli chiamati ad altri ruoli: genitori, figli, nonni.
Roberto è uno di noi che si impegna a vivere per noi, per le comunità parrocchiali che incontrerà, così come ognuno di noi per la sua comunità.
Questo spirito è anche quello che ha animato le recenti assemblee parrocchiali che hanno individuato come elemento centrale della sfida della parrocchia la necessità di una crescente responsabilità e condivisione dei suoi componenti nell’organizzazione e orientamento delle scelte della comunità parrocchiale.
Il Consiglio Pastorale a nome di tutta la Comunità

IL PARROCO AL SERVIZIO DELLA COMUNITA’

Lettera aperta di don Nando a don Roberto

So che hai riflettuto a lungo, so che non fai il passo senza sapere dove metti i piedi ma, semplicemente, fai il passo ad occhi chiusi, sapendo bene in Chi hai posto la tua speranza. In questa vigilia, voglio confessarmi con te, non per insegnarti o impaurirti; solo ti voglio mettere davanti alcune difficoltà perché, incontrandole, tu non ti debba scoraggiare.

  1. La difficoltà più grande che ho incontrato è la mia conversione a Gesù di Nazareth: l’ho sempre ritenuta lo scopo primo della mia vita. Mi piace molto parlare di Lui, di quello che ha fatto e ha detto. Ma mi è difficile seguirlo. Solo la speranza promessa di un abbraccio – del Suo e nostro Padre – mi accompagna sempre più amorevolmente in questo tempo – ultimo tratto di strada – che così velocemente passa.
  2. Spesso mi capita di attraversare momenti difficili. A parte momenti di stanchezza e di malattia, il modo di pensare e di vivere cambia velocemente e non sempre mi sento pronto e adeguato. Le nuove generazioni, con le loro esigenze difficilmente formulabili, non sempre leggibili, mi fanno abituale compagnia. A volte sopraggiungono situazioni in cui non ci si capisce e, per questo, possono nascere, involontariamente, incomprensioni e situazioni che fanno soffrire.
  3. Ho cercato e cerco di amare la Chiesa, il mio Vescovo. Cerco di amare la mia Comunità, le persone che con me fanno strada. Il loro affetto è come l’aria che respiro. Sono grato ai preti che il Signore ha messo sulla mia strada: condividiamo le nostre ricerche, ci incoraggiamo nei momenti difficili, ci comunichiamo le nostre speranze.
  4. Non mi ritengo importante – anche se qualcuno mi ritiene tale – ma semplicemente uno che cammina a fianco di altri fratelli e sorelle. Dopo tanti anni, sto decisamente rendendomi conto che il Parroco deve essere un semplice servo della Comunità, al servizio di fratelli e sorelle che vivono accanto a te. Insieme a persone di buona volontà, cerchiamo di far rifiorire i carismi di ciascuno: non perché ci sono e, forse, ci saranno pochi preti, ma perché ci sono molti battezzati!
  5. Cerco ogni giorno di approfondire le Scritture in modo che il mio annuncio sia fedeltà alla Parola in queste Scritture nascosta. Sono molto grato ad alcuni Maestri – vicini e lontani – che mi hanno dato e continuano a darmi gli strumenti; sono grato alle tante persone della Comunità assetate della Parola: fanno aumentare anche in me la sete!
  6. Sono sempre preoccupato che il Celebrare sia vero annuncio del Signore Risorto che ci fa visita nella Parola, nel Pane spezzato, nell’Assemblea dei fratelli e delle sorelle. E’ sempre mia preoccupazione non tanto di “dire delle Messe”, ma che alla Comunità mai venga a mancare la Parola e il Pane Spezzato.

Roberto, non chiedermi quanto sono stato fedele a tutto questo: solo Dio lo sa. Sinceramente, penso di poter dire che ho cercato. Una cosa penso di poterla dire, in tutta sincerità, ma penso che tu già lo sappia: la mia vita la posso ritenere una vita bella, felice; valeva proprio la pena viverla così!

Altrettanto auguro a te, al servizio di una Comunità come quella che il 27 maggio si unirà a te nella preghiera per rendere grazie a Dio. E chissà che qualcun altro...
Con altrettanto affetto, don Nando

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